corchiano e le sue chiese


                   Corchiano e le sue chiese
(vedi filmato nella sezione video)

A circa 60 chilometri a nord di Roma, percorrendo la statale Flaminia, si giunge in un territorio etrusco, detto Falisco il cui centro principale e’ la vecchia Faleri Veteres, l’attuale Civita Castellana.
Con il nome di Falisci, venivano appunto denominate le popolazioni che occupavano il territorio compreso:a nord, dai monti Cimini, a sud, dai monti Sabatini, ad est, dal tevere e ad ovest dal lago di Vico.
Percorrendo da Civita Castellana, verso i monti Cimini la provinciale, dopo circa 9 chilometri si giunge a Corchiano, centro di una popolazione di origine etrusca, che andava sotto il nome di Fescenni, i quali erano spesso in lotta con i Falisci di Faleri Veteres.
Corchiano ha una storia plurisecolare, dimostrata anche dalle numerose caverne e luoghi sepolcrali, sparsi lungo il territorio.
Nell’anno 1100, Corchiano e’ feudo di Ranieri di Farolfo, sotto il quale vengono edificati i castelli di Cenciano, Castellaccio e la rocca, con il borgo medioevale, proprio sopra quello che fu l’insediamento militare dell’antica Fescennia, cittadella cara alla dea etrusca delle messi, Hortia.
Ove attualmente si trova la piazzetta del vecchio comune, era presente un tempio, alla dea dedicato, dal quale, il feudo prese il nome di Hortiano, trasformato in seguito in Corchiano.
Nel 1472, la chiesa prende il possesso del feudo, delegando per l’amministrazione, la famiglia Orsini, sotto la quale, il feudo ebbe un enorme sviluppo ed e’ proprio in questo periodo che vengono fatte costruire le chiese di S.Antonio, S.Biagio e la Madonna delle Grazie, mentre antecedente a queste e’ la chiesa di S,Maria del Rosario, datata 1423.
Nel 1478, il Papa Sisto IV, diede il feudo corchianese al Cardinal Estouteville, e sotto questa amministrazione, la citta’ ebbe grande sviluppo ed e’ proprio di quell’anno la costruzione della Chiesa del Soccorso.
Nel 1539, il Papa Paolo III°Farnese, cedette il feudo al nipote Pierluigi Farnese,. Corchiano cosi’ divenne parte del ducato di Castro per ben 110 anni. Ecco il motivo per cui il giglio dei Farnesi si trova scolpito in molti edifici e la citta’seguiva le vicende di questa nobile famiglia.
Prima di accingerci alla visita delle attuali sei Chiese esistenti in Corchiano, e’ da tener presente che fino all’800, gli edifici dedicati al culto erano otto, per cui oltre alle Chiese di S.Maria del Rosario,S.Biagio,S.Antonio,S.Egidio, Madonna del Soccorso, Madonna delle Grazie, vi furono:
S.Valentino e S.Bruna, prima sconsacrata e poi trasformata in magazzino di un’azienda agricola.

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                          S.Maria del Rosario

Da piazza IV novembre, prendendo via Napoleone, di fronte al vecchio palazzo delle suore, troviamo la chiesa di S.Maria del Rosario.
La chiesa parrocchiale di S.Maria del Rosario, risale all’anno 1423, infatti, nel portale di peperino, di stile romanico, si trova la scritta, ”Tempio di Dio dedicato alla vergine Maria, 1423”.
La facciata, fatta restaurare nel 2000, ad opera di Don Domenico Anselmi, allora parroco di Corchiano, sino alla fine dell’800, presentava un solo portale, per l’appunto quello precedentemente descritto.
All’inizio del’900, alla sinistra del portale, fu aperta una seconda entrata, piu’ piccola, realizzata anch’essa in peperino, prelevato dalla chiesa non piu’ esistente di S.Valentino.
Questa chiesa si trovava sulla piazza del vecchio comune, dedicata al secondo Patrono di Corchiano, appunto S.Valentino e fu fatta demolire nel 1895 da un commissario regio, nonostante la ribellione del popolo.
Entriamo all’interno di S.Maria del Rosario; la costruzione e’ realizzata a tre navate sostenute da sei colonne.
Anticamente, la chiesa era completamente affrescata; sono rimasti visibili solamente due particolari, posti a sinistra ed a destra della parete di entrata.
I muri affresca ti, non sono andati persi, ma ricoperti mediante intercapedine, da nuovi muri di sostegno, per la realizzazione avvenuta intorno al 1910, delle volte a vela, nelle navate laterali e,sostenuta dalle sei colonne, la volta centrale.
Il tutto, sino al 1944, era solamente imbiancato, ed in quell’anno vennero realizzati da Guglielmo ed Azeglio Taurelli, gli affreschi attualmente visibili.
In precedenza, si poteva vedere il tetto a capriata e l’edificio presentava sui muri laterali alcuni finestroni,attualmente murati.
Interessante osservare nella sommita’ dell’abside, una particolare lanterna, realizzata senza molte pretese,  ma veramente efficace per la sua funzione, nella sommita’ della quale, possiamo ammirare uno splendido affresco raffigurante lo Spirito Santo.
Sempre nell’abside e’ posto al centro un quadro raffigurante S.Maria del Rosario, con il bambino in braccio, che consegnano la corona del Rosario a S.Domenico di Gusman ed a S.Caterina da Siena.
L’immagine dipinta ad olio su tela, risale al 1745 ed e’ opera del pittore Marco Caprinozzi di Civita Castellana.
Si conservano inoltre alcuni affreschi di modesto valore, ma sono di notevole interesse i 15 misteri: Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi del Rosario, posti sull’arco del presbiterio.
Si ammira poi un altare sormontato da uno splendido ciborio di marmo di Carrara. Sulla navata sinistra, si trova una statua di S.Maria Assunta in cielo, ricavata da un unico tronco di ulivo e ricoperta con lamine d’oro zecchino, quest’ultima molto venerata dal popolo sin dal 1700.
Questa statua e’ stata testimone di molte grazie ricevute,lo testimoniano le numerose offerte argentee.
Tra queste, si nota un vecchio fucile, donato alla Madonna da un cacciatore, il quale, per un difetto dell’arma che gli esplose, colpendolo in viso, per miracolo,rimase illeso.
Allo stesso modo viene venerato un grande crocifisso in legno del’700, posto sulla navata di destra.
Sempre su questa navata, si trovano due statue, realizzate ad Ortisei, nel trentino,per volere di Don Domenico Anselmi, rappresentanti, una, la Madonna,e l’altra, S.Biagio, quest’ultimo Patrono di Corchiano.
Sul ballatoio, racchiuso in una splendida cassa armonica di pregiato legno, dipinto e decorato, un organo a canne con tastiera, pedaliera e mantice ancora originali.
Questo meraviglioso strumento risale al 12 Dicembre 1739 e si e’ persino risaliti agli autori, certi fratelli Calogero ed Innocenzo La Monica, organari in Viterbo, cosi’ risulta dai documenti appartenenti alla chiesa.
La chiesa e’ dotata infine di un campanile a vela, con tre campane, di cui la piu’ grande, dedicata alla Madonna, risale al 1537, la media dedicata ugualmente alla Vergine Maria, risale al 1803, la piu’ piccola, risale al 25 Gennaio 1961, donata a ricordo di tutti i caduti di guerra.






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