Mons. Domenico Anselmi


MONS. DOMENICO ANSELMI


Monsignor Domenico Anselmi, parroco emerito del piccolo centro di Corchiano dove ha svolto il suo magistero per 57 anni, nasce nel vicino paese di Fabrica di Roma, il 24 Ottobre 1919, da Agostino Anselmi eD’Antonangelo Giuseppa. Ha due sorelle Barbara ed Agata, conosciuta da tutti col nome di Egea, ed un fratello, Giovanni. Lì frequenta la scuola elementare e trascorre i pomeriggi in chiesa, a fianco dell’allora parroco don Tancredi Mancinelli.
È proprio al termine della scuola che inizia a maturare la sua vocazione. L’idea di farsi sacerdote si rafforzò quando un giorno, di passaggio a Civita Castellana con il padre, vide uno squadrone di seminaristi, con la caratteristica fascia rossa. Chiese curiosamente al padre chi mai fossero quei ragazzi e saputolo espresse il desiderio di studiare per diventare sacerdote anche lui. Di fronte a ciò i suoi genitori non poterono far altro che accompagnarlo dal Vescovo, Mons. Santino Margaria. Non avendo però la possibilità di pagare la retta mensile del seminario, il piccolo Domenico, con gran rammarico anche dei genitori, dovette momentaneamente rinunciare ad entrare in seminario. Accantonato tristemente questo suo desiderio, iniziò a coltivare la terra insieme al padre. Nel periodo dell’adolescenza si diede allo sport e al sano divertimento. Divenne un ciclista dilettante, vincendo varie gare. Fu il capitano della squadra di calcio del suo paese e suonò la tromba nella banda.
Nel 1933, il Vescovo durante la sua visita pastorale a Fabbrica si ricordò di quel ragazzo e volle parlare ai suoi genitori. Constatando che permaneva l’ammirazione per il sacerdozio permise loro di mandarlo in Seminario accontentandosi di una retta pagata in beni in natura.
Furono anni belli ma difficili soprattutto per gli studi. Grazie all’aiuto di validi e santi educatori però il giovane Domenico giunse all’ordinazione sacerdotale. Era il 29 giugno 1946. Fu consacrato insieme ad altri compagni nella cappella del Seminario pontificio a LA QUERCIA (VT).
Mentre si trovava per qualche giorno in famiglia appena ordinato, a motivo della cattiva salute di don Antonio Piergentili, allora Parroco di Corchiano, venne chiamato a celebrare un funerale a Corchiano. Chissà, forse la vista di quel giovane, simpatico e semplice prete catturò subito la simpatia del paese. Infatti il 15 agosto dello stesso anno venne mandato ad aiutare quel parroco malato e da quel giorno visse tra i corchianesi e come uno di loro.
Infatti quando nel dicembre 1946 d. Antonio morì a causa di una brutta polmonite, d. Domenico venne preferito a furor di popolo dalla gente del posto al prete designato dal Vescovo.
La nomina a parroco di Corchiano arrivò quindi nel 1947.
Da quell’ano d. Domenico si buttò a capofitto ad affrontare i numerosi problemi che affliggevano la sua gente: quelli economici e quelli spirituali.
Infaticabile nel cercare gli aiuti per i più poveri scomodò autorità religiose e politiche. Contribuì alla realizzazione del ponte di collegamento con la strada che portava direttamente a Civita favorendo ben presto lo sviluppo economico del paese.
Costruì l’asilo parrocchiale per il quale non esitò a recarsi mendicante negli USA a bussare alla porta della generosità degli emigranti ormai sistemati.
Si dedicò alla cura della gioventù con campeggi estivi e l’istituzione dell’ACI ed altre associazioni.
Si dedicò al restauro delle numerose Chiese quasi abbandonate… E tutto questo mentre svolgeva il ruolo di Cappellano diocesano dei pastori andandoli a trovare mensilmente e portando loro aiuti di ogni genere; in seguito si è occupato della Direzione delle Opere pontificie Missionarie della Diocesi di C.Castellana. Il suo straordinario impegno in tutto ciò in cui è stato chiamato a collaborare gli ha ben meritato il titolo di Monsignore.
Durante gli anni del suo ministero ha visto maturare 4 vocazioni sacerdotali. Uno di quei Sacerdoti Vallini d. Agostino, è diventato prima Vescovo e il 22 febbraio 2006 è stato nominato Cardinale. E pensare che era solo un suo chierichetto!
Fino al 19 ottobre 2003 egli è stato parroco a Corchiano e da quel giorno ha continuato come parroco emerito ad offrire il suo tempo e la sua esperienza all’opera pastorale del suo successore d. Claudio Monarca.
Sempre al suo fianco lo ha sostenuto col la preghiera incessante, con il consiglio ricco della esperienza accumulata negli anni, con la disponibilità incredibile per uno della sua età.
Il 29 giugno 2006 ha celebrato solennemente il suo 60° anniversario di Sacerdozio con tutti i confratelli; il 1 luglio ha ringraziato il Signore con tutta la popolazione corchianese.
Il 24 ottobre 2009 ha celebrato i suoi 90 anni tra la commozione e la gratitudine della Comunità ed i riconoscimenti dell’Amministrazione comunale.
Alla fine di giugno del 2010, forse prevedendo di non avere più tempo per farlo, ha voluto festeggiare il suo 64° anniversario sacerdotale a Fabrica di Roma. Infatti, nell’estate del 2010, pur avendo voluto accompagnare con entusiasmo i ragazzi della Parrocchia al campo scuola in montagna giungendo con loro fin sulle alte cime del Bacino del Bove a Visso, don Domenico ha iniziato ad accusare i primi fastidi di quella anemia cronica che improvvisamente ha provocato la sua partenza per il cielo, da tanto attesa e preparata.
Era il 2 febbraio 2011, alle ore 10. Presso la sala di terapia intensiva dell’Ospedale di Civita Castellana, dove era stato premurosamente accolto in attesa del trapasso ormai diagnosticato,  prodotto da una caduta ai piedi del suo letto il giorno precedente alle 7 e 15 circa, si spegneva serenamente con un sospiro dopo aver guardato e stretto la mano di d. Claudio provvidenzialmente giunto a visitarlo nella speranza che un miracolo lo risparmiasse.
“Le valigie sono già pronte”, era solito scherzosamente ripetere in varie circostanze. Se n’è andato come aveva sempre desiderato e pregato: improvvisamente, velocemente e senza dolore, assistito da quanti egli ha amato e lo hanno ricambiato con la stima e l’affetto ben meritato.
Tutti i corchianesi e quanti lo hanno conosciuto lo ricordano con ammirazione per la fede, la tenacia, l’umiltà e la generosità con cui ha speso la sua opera sacerdotale fino all’età di 92 anni.
Oggi la Chiesa di Corchiano e la Diocesi di Civita Castellana si ritrovano più povere, perché mancherà l’amico, il fratello, il padre e il ‘nonno’ che ha saputo vivere in modo autentico la sua fede e il suo ministero di pastore.

“O Signore, non ti chiediamo perché ce l’hai tolto, ma ti ringraziamo perché ce l’hai donato”.

 

 

 

 




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