singole chiese (I)


S. Biagio

Se da piazza IV novembre torniamo indietro per Borgo Umberto I° e voltiamo per la piazzetta del mercatino, si presenta imponente la chiesa di S.Biagio.
E’ forse il monumento corchianese piu’ importan te.
Posta al di fuori del centro storico, venne eretta intorno al 1460, in onore del santo patrono, ma subi’ un importante restauro alla fine del XV°secolo, grazie alla generosita’ del pontefice Paolo II°.
Certamente vi parteciparono maestranze locali, visto che in quegli anni a Corchiano, vi era una fiorente attivita’ artistica di marmorari nella bottega di Domenico Cecchi, il quale aveva lavorato anche a Roma nella chiesa di S.Marco ed a palazzo Venezia.
Esternamente la chiesa si presenta in forme semplici, con la facciata di forma quasi quadrata e occhio centrale. Sul fianco destro si apre un secondo piccolo portale il quale, in precedenza, si trovava al posto dell’attuale entrata principale.
In questo portale, e’ incisa sull’architrave di peperino, ”Per elemosine” riportante la data 1564.
L’interno, ad una navata, e’ caratterizzato dalla presenza di affreschi lungo le pareti laterali.
Sulla parete destra, racchiusi superiormente ed inferiormente da una cornice, sono tre figure di santi; il primo con spada e falcone, potrebbe essere S.Bavone o S.Giuliano,  il secondo e’ S.Giovanni apostolo che reca in mano una pisside, il terzo e’ S.Tommaso d’Aquino.
A seguire troviamo una scena rappresentante S.Giorgio che libera la principessa dal drago, un S.Bernardino da Siena e, chiusa tra due colonne scanalate con capitello, una nativita’, un po’ deperita.
In quest’ultima va notata la ricerca prospettica nel tetto della capanna cui si contrappone la scena superiore, con l’annuncio ai pastori e la citta’ sullo sfondo, entrambi con caratteri ancora trecenteschi.
Subito dopo,anch’esse racchiuse tra due cornici e lateralmente da una colonna non scanalata,sono due raffigurazioni di S.Biagio vescovo, da notare in basso il pettine metallico, strumento di tortura del santo.
Queste due effigi erano un tempo affiancate lateralmente da altre figure, coperte successivamente dai nuovi affreschi.
Segue un annunciazione, con interessante impostazione prospettica della casa di Maria; al di sotto una Madonna con Bambino tra due angeli, affresco realizzato da Pancrazio da Narni.
Chiudono la parete destra, due affrechi del tutto simili, con Madonna in trono con Bambino.
La mensa dell’altare poggia su due capitelli  provenienti dalla distrutta chiesa di S.Valentino, mentre nell’abside si trova un interessante tabernacolo del XV° secolo.
Sulla parete sinistra, partendo dal fondo, si nota una Madonna con Bambino, un santo, un’altra Madonna con Bambino, tutti poco conservati; a seguire S.Giovanni evangelista, S.Sebastiano, S.Giacomo maggiore e S.Leonardo.
Le figure sono racchiuse tra due cornici ed inquadrate da archetti pensili trilobi,intervallati da valve di conchiglie.
A fianco di S.Leonardo, un pilastro con un bel capitello composito.
Nella nicchia successiva, S.Biagio in trono con quattro angeli; nell’arcone, Cristo benedicente tra due angeli e piu’ in basso, due figure di santi.
Segue un’altra serie di figure, sempre racchiuse tra due cornici e due pilastri, con archetti trilobi, poggianti su candelabri e puttini tra un archetto e l’altro.
Una Madonna con Bambino tra S.Biagio a sinistra con il pettine in mano e S.Antonio abate a destra, posti in posizione privilegiata e rivolti verso la Vergine.in posizione statica e distaccati dalla scena precedente, sono gli ultimi due santi.
Chiude la decorazione della parete, all’interno di una nicchia, ai cui lati sono altre due figure di santi, una deposizione.
Uscendo dalla chiesa, alla sua destra, fatto costruire nel 1954 da Don Domenico Anselmi, e’ l’annesso ex asilo parrocchiale, che, dopo la venuta del nuovo parroco, don Claudio Monarca, e’ divenuto oratorio per le attivita’ parrocchiali.
Si deve ammirazione e gratitudine per l’opera che Don Claudio Monarca, in unione a Don Domenico Anselmi, parroco merito e collaboratore, svolge nello sviluppare e promuovere l’interesse che i giovani manifestano organizzando spettacoli teatrali, assistendo a proiezioni didattiche di vario genere, insomma destando nella gioventu’
interessi, per l’arte lo sport la lettura, il tutto alternato a giochi all’aria aperta, avendo l’oratorio uno spazio dedicato alle attivita ludiche.
Oltre al campanile a vela, si nota sulla sommita’ dell’oratorio, una bianca statuina, raffigurante la Madonna di Majugoria, donata al parroco Don Claudio, per il suo compleanno, dalla comunita’.
E’stata posta a protezione del paese di Corchiano, e per volonta’ di Don Claudio Le e’ stato dato il titolo di Regina Pacis.
In Italia, anche in centri abitatipiccoli, quasi sconosciuti, si trovano immanca-bilmente testimonianze del passato, preziosa cultura, oltre che di usi, costumi e tradizioni, di opere d’arte di inestimabile valore.   
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             Madonna delle Grazie

Percorrendo la strada per Gallese dopo alcuni chilometri si giunge presso la chiesa della Madonna delle Grazie.
L’attuale aspetto della chiesa, e’ dovuto al restauro fatto realizzare da Don Domenico Anselmi nel 1987 e l’opera terminata fu inaugurata nel 1988. Il rifacimento totale del tetto e’ opera del ministero dei lavori pubblici.
Il portale, che in precedenza faceva parte della chiesa di S.Francesco a Civita Castellana, fu fatto sostituire da Monsignore Mariani.
In seguito il parroco della chiesa di S.Francesco, Don Giacomo Pulcini, volle regalare a Corchiano questo portale in legno, dopo aver ottenuto il permesso da parte dei beni culturali. il portale fu poi posto all’ingresso di questa chiesa.
E’ da notare, sopra il portale, un mosaico, fatto realizzare da Don Domenica nel 1985, raffigurante la Madonna delle Grazie.
Entriamo all’interno della chiesa, la quale si presenta ad una sola navata.
Alla sinistra dell’altare maggiore, a meta’ circa della navata, si presenta una cappella sovrastata da un affresco raffigurante S.Francesco di Sales che parla con il Cristo crocifisso, fatta realizzare, come si nota dalla scritta, da Lorenzo Costantini nel 1681.
Questo cappellano, volle far porre ai lati dell’altare, due terracotte rappresentanti  l’emblema della sua famiglia, col particolare della graticola, in onore del sacrificio del martire S.Lorenzo, morto appunto sul rogo.
In questa cappella,oltre al dipinto centrale di S.Francesco, vengono riportati altri affreschi. Sulla sinistra in basso, con il calice, S.Giovanni Evangelista, S.Lorenzo che porta sulle mani la graticola,S.Biagio.Alla.destra S.Giuliana, S.Sebastiano e S.Antonio di Padova, in cima all’altare, viene raffigurata la Madonna del Carmelo.
Sempre a sinistra dell’altare maggiore,una tela ad olio, che riporta l’immagine di S.Biagio e di S.Valentino Vescovo martire. Alla parte opposta, a destra dell’altare maggiore, un'altra tela,sempre  dipinta a olio, raffigurante S.Giovanni Evangelista
il quale stando a cena con il Signore, riporta il calice sulle mani.
Queste due tele,furono realizzate tra il 1600 ed il 1700.
Giungiamo infine davanti all’altare maggiore; altro restauro, forse il piu’ importante, e’stato effettuato sull’affresco sovrastante l’altare.
Quest’opera si presentava ricoperta  da calcinacci, in ispecial modo l’effigie della Madonna delle Grazie, tanto cara alla comunita’ di Corchiano.
Ai lati dell’affresco centrale, sono raffigurati S.Biagio, a sinistra e S.Valentino a destra, protettori di Corchiano.
Sotto a queste immagini, di piccole dimensioni, si trovano due magnifici affreschi;
sotto l’immagine di S.Biagio, la madonnina piccola che viene lavata da due donne e nello sfondo, sul letto, S.Anna che guarda la sua figlioletta, mentre sotto l’immagine di S.Valentino e’raffigurata la Madonna Immacolata.
Tutto l’insieme dell’altare maggiore e’ contornato da due colonne, con capitelli in ordine pseudo-composito e trabeazione, ricoperti in oro zecchino.
Lo stile di questa struttura e’ risalente ad un tardo barocco del XVII° secolo.
L’interno della chiesa presenta una ottima illuminazione, attraverso tre vetrate, una posta nella facciate principale, raffigurante Gesu’pastore dei cristiani, le altre due nelle pareti laterali, raffiguranti,S.Giuseppe e S.Biagio.
Il tetto a capriata, termina con un campanile a vela.
Per concludere infine, Don Domenico Anselmi, per completare l’opera di restauro, ha fatto realizzare  il sagrato prospiciente la chiesa ed il rifacimento totale della facciata, con pietre a vista, sostituendo un precedente intonaco fatiscente.





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