singole chiese (II)


                 Madonna del Soccorso


Sulla strada per Vignanello, all’altezza degli impianti sportivi, girando a sinistra per Fabrica di Roma, alla fine della discesa, troviamo una chiesa rinascimentale attribuita a Giuliano da Sangallo risalente al XV° secolo:la “Madonna del Soccorso”, chiesa riconosciuta e dichiarata nel 1902 monumento nazionale.
La chiesa, presenta in facciata una scalinata, sulla sommita’ della quale insistono due pilastri compositi e due colonne di peperino ornati da stemmi rosette ed altri elementi decorativi.
Tale facciata e’ simile, quasi fosse una copia, a quella della Basilica della Madonna della Quercia a Viterbo.
Dei tre portali della facciata, quello centrale presenta una ricca decorazione ad intagli e rilievi sugli stipiti, sormontati da capitelli corinzi, angeli e candelabri a rilievo.
Sull’architrave, putti che sostengono festoni; tra mensola e timpano, si notano volti di angeli
L’interno con il soffitto a capriate, e’ scandito da tre navate, spartite in sei campate da pilastri cilindrici privi di rastremazione, coronati da bei capitelli compositi di peperino.
Nel 1682, sotto il governo dei Farnese, un cittadino di Corchiano, certo Lorenzo Costantini, dopo aver a lungo viaggiato, era rimasto attratto dallo stile barocco di molte cattedrali europee e volle, a suo giudizio, abbellire due chiese di stile austero romanico; la chiesa della Madonna delle Grazie e la chiesa della Madonna del Soccorso, ecco il motivo per il quale in queste due chiese troviamo un altare in stile barocco, per cui l’altare maggiore di questa ultima, si presenta in questo stile, con un impianto monumentale sull’architrave, decorato in stucco, con la scritta: Colui che qui transita, si inginocchi per onorare non tanto l’effigie, quanto cio’che essa rappresenti, cioe’la Vergine Maria.
Il corpo di Lorenzo Costantini, fu,dopo la sua morte, sepolto in questa chiesa, il busto del medesimo, scolpito da un eccellente artista, fu da ignoti trafugato dopo la I°guerra mondiale.
La struttura sovrastante l’altare, fu edificata nel 1600, data riportata alla sinistra, in basso e attualmente, la Madonna del Soccorso viene venerata con un immagine realizzata in uno splendido mosaico; Quest’opera ha sostituito un dipinto della Madonna su una tegola la quale venne trafugata da uno sconosciuto nel 1930 circa, mentre a memoria dell’opera, un quadro sulla parete destra.
Fanno da cornice altre decorazioni a stucco ed affreschi di carattere mariano. Ai lati dell’impianto, quattro statue all’interno di quattro nicchie, di cui le due in basso raffigurano S.Egidio a destra e S.Francesco a sinistra.
Alla destra dell’altare,un magnifico crocifisso del 1600.
Vicino all’abside, al di sotto del pavimento, esiste un ossario di 24 mq.,dove venivano sepolti i padri agostiniani, mentre all’entrata della chiesa, esisteva una fossa comune, normale usanza dell’epoca.
Nella navata sinistra, si presentano tre cappelle affrescate dai fratelli Torresani.
Le prime due con affreschi di Santi ai lati della Madonna, mentre la terza, quella che si trova all’inizio della navata, narra la storia della chiesa del soccorso.
Nella parte centrale, in alto la figura della Madonna con bambino; da notare te cinte, fatte affrescare in un secondo tempo dai padri agostiniani, mentre in basso le figure di S.Agostino e Santa Monica
La storia della chiese del Soccorso viene raffigurara nei quattro affreschi ai lati della cappella,
Tale storia narra di una coppia di sposi che sogno’ contemporaneamente la Madonna che indicava loro il posto ove far erigere una chiesa in suo onore, alla destra della via Amerina, prima del ponte sul rio Fratta cosi’ che Lei avrebbe protetto i numerosi viandanti che di li passavano. Teniamo presente che la via Amerina era una strada importante per chi dal nord doveva giungere a Roma, in quanto si congiungeva alla Cassia,all’altezza di Campagnano.
Nello stesso giorno in cui la coppia di sposi ebbe questa premonizione, il Papa Sisto IV fece lo stesso sogno.
In seguito,passando per la via Amerina,,durante una visita al Cardinale Estouteville, riconobbe il luogo indicato dalla Madonna.
Il Papa riferi’ al Cardinale il sogno, che il prelato, con grande sorpresa del Pontefice, gia’ conosceva, era il sogno che gli era stato riferito in precedenza dagli sposi.
Sul pianoro del rio Fratta, fu cosi’ dato il via alla costruzione di una splendida chiesa a tre navate, in onore della Madonna del Soccorso, con l’annesso complesso conventuale, originariamente dei padri agostiniani, attualmente destinato ad abitazione privata.
L’ultimo affresco, rappresenta il Papa che celebrando la messa, consacra la chiesa.
L’0pera e’ datata 1581, come riportato salla sinistra dell’affresco.
Nella navata destra, altre due cappelle, la prima, realizzata da Lorenzo Costantini, rappresenta la Madonna, S.Francasco e S.Lorenzo martire, datata 1661.
Anche la seconda cappella e’ stata realizzata grazie all’opera della famiglia Costantini e sono raffigurati, oltre alla Madonna, S.Antonio a destra e S.Francesco a sinistra con la croce; in alto il Signore.
La famiglia Costantini ha voluto lasciare, in memoria, una lapide che e’posta nel mezzo delle due cappelle.
Sempre nella navata destra, si apre la nota Cappella del Paradiso, a forma di tabernacolo, adorna di affreschi attribuiti agli Zuccari o forse ai Torresani,e decorata con elementi a rilievo.
Tali affreschi, in parte deteriorati, rappresentano i tre misteri, Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi, del Rosario.
Nel primo,la Madonna con S.Elisabetta,
Il secondo,la nascita di Gesu’
Il terzo,la benedizione al tempio
Il quarto,Gesu’ nell’orto
Il quinto,La corona di spine
Il sesto,la flagellazione
Il settimo,il Calvario
L’ottavo,la crocifissione
Nella parete opposta, vengono
Rappresentati i misteri gloriosi.
Il primo. la resurrezione
Il secondo, la discesa dello Spirito Santo.
Il terzo, l’incoronazione della Madonna.
Al centro, sopra L’altare, un rifacimento della tegola della Madonna del Soccorso.
Nella volta a vela, gli affreschi sono andati, per la maggior parte, persi, si nota altresì un immagine del Mose’ con le tavole.
In fondo alla navata destra, sopra un antico capitello, e’ stato posto un magnifico tabernacolo.
Fa da sfondo, sulla parete, un’altrettanto magnifico cenacolo intarsiato in legno di ciliegio.
Infine all’esterno, l’edificio monumentale e’ provvisto, in facciata, da un magnifico rosone e nella parte posteriore di un bel campanile a vela.
L’intera costruzione fu realizzata col classico materiale tufaceo del luogo, trovandosi in un territorio prettamente vulcanico.

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                   S. Egidio
A destra del monumento ai caduti, quello che presenta ai suoi fianchi due cannoni, si apre uno spiazzo ed una via che brevemente conduce alla chiesa di S.Egidio.
La chiesa risale al XVI° secolo.
Visibilmente rimaneggiata nel XVI°secolo, deve avere certamente un origine piu’ antica, testimoniata tra l’altro dal loculo della facciata e dalle sei finestrelle con l’arco a tutto sesto visibili sui lati.
Il portale della facciata,in peperino, con stipiti modanati, riporta un iscrizione centrale “EX ELEMOSINIS”1510, inquadrata da due grifi in posizione araldica.
La monofora a tutto sesto, i cui stipiti sono arricchiti da motivi decorativi, porta sull’archivolto l’iscrizione:”Beati cui adivverbu Dei ecus” cioe’ beati coloro che vengono nel nome di Dio.
Un recente restauro ha messo in evidenza la struttura muraria, che presenta blocchi di tufo tagliati in maniera irregolare e rincalzi in laterizio.
All’interno la chiesa si presenta ad una sola navata, con soffitto a capriata.
Le pareti, l’abside ed il presbiterio, sono ornati da affreschi attribuiti  ai fratelli Alessandro e BartolomeoTorresani.
Nell’abside una crocifissione con ai lati; Santa Maria Maddalena e S.Giovanni apostolo sulla sinistra, sulla destra altri apostoli, ai piedi della croce, la Madonna piangente.
Al di sotto di questo affresco, si trovano tre dipinti: al centro, olio su tela, l’immagine di S.Biagio ed ai lati due affreschi, a sinistra S.Biagio ed a destra S.Valentino.
Alla destra dell’abside, una tela dipinta ad olio raffigurante l’immagine di S.Sebastiano martire.
A meta’ navata, racchiusi da due nicchie, due meravigliosi affreschi attribuiti anch’essi ai Torresani.
Sulla sinistra, le figure di S.Macario e S.Antonio abate, nell’atto di pregare per allontanare le tempeste ed i fulmini, a destra, l’affresco rappresentante S.Marco Evangelista.
Questi affreschi, venne poi dimostrato ,vennero murati, durante una lunga pestilenza ,e cosi’ rimasti fino al loro rinvenimento da parte di Don Domenico Amselmi
La chiesa si conclude con un abside semicircolare su cui e’ impiantato un campanile a vela.
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           S. Antonio
Uscendo dalla piazzetta del mercato, voltiamo a sinistra percorriamo un breve tratto della via borgo Umberto I°,giriamo a destra per via di S.Antonio e giungiamo presso l’omonima chiesa.
La chiesa e’ in fondo alla via sulla sinistra.
Costruita in stile romanico con materiale tufaceo, presenta sul portale una scritta in un bel latino decadente: Egidio Ranaldi e Domenico Celli fondarono nel 1478 la chiesa in onore di S.Antonio.
Entrando, la chiesa si presenta di semplice aspetto con tetto a capriata.
A cira tre quarti della navata, un arcata come se stesse a dividere la chiesa in due parti.
In effetti,anticamente, l’edificio era una piccola cappella dedicata al Santo datata 1422, poi, aumentando l’affluenza dei fedeli, venne ampliata com’e’ allo stato attuale ed il portale si trovava per l’appunto all’altezza dell’arcata a chiusura della cappella. 
Davanti all’abside,una macchina di S.Antonio di recente costruzione come pure l’altare.
Sulla sinistra si trova un affresco troppo rovinato, per cui non si conosce chi rappresenti,
mentre ai lati, posti al termine delle navate, due affreschi; in quello a sinistra, S.Antonio
e S.Atanasio nell’atto di narrare la vita di S.Antonio Abate, mentre a destra un affresco raffigurante il Santo.
Al centro della navata di sinistra,si trova un dipinto ad olio datato 1634, fatto restaurare dall’amminisrazione provinciale, grazie all’interessamento della fratellanza di S.Antonio.
Nel quadro viene rappresentato il Cristo crocifisso, ai lati del quale, due angeli,mentre in basso, partendo da sinistra, notiamo un apostolo, seguito da Maria Maddalena, in ginocchio la Madonna pregante, S. Giovanni e S.Antonio Abate.


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